ALL’AMICA ANNELLA PRISCO – Regina Resta



“Il tempio dei ricordi non è la mente è il cuore” dove, in un cassetto chiuso a chiave, sono conservati gelosamente quelli più cari e profondi. Sembra scontato, ma non è così, perché la ragione fa una selezione spietata delle nostre memorie e per salvare quelle che più ci hanno provato e segnato, fa un lavoro minuzioso e ricercato.
Definire il libro di Annella Prisco solo uno scrigno prezioso di ricordi è limitativo, è forte la tempra dell’autrice, precisa, attenta, sottile, che ama la precisione narrativa e stilistica, frutto di un’educazione di altri tempi, legata al rispetto e alla correttezza.
E’ minuziosa nella narrazione la descrizione umana, vive accanto agli umili, ai diseredati, ne sottolinea i caratteri essenziali per evidenziare le negatività di una certa classe snobistica di cui prende orgogliosamente le distanze.
La sua casa è un luogo di accoglienza e di fraternità, la sua modestia è tipica degli animi nobili, coscienti delle proprie capacità ma sempre protesi a migliorarsi e crescere, che non badano al giudizio degli altri come termine di confronto ma mirano più in alto, al superamento di se stessi.
Annella Prisco, che stimo e ammiro profondamente, è una donna che ha avuto sì, il privilegio di un nome altisonante, ma che è riuscita ad andare oltre, a esprimere se stessa nella sua autenticità.
Non è l’ereditiera di un ricco scrittore di emozioni è lei stessa una ricchezza inestimabile di sentimenti che vanno oltre le ricordanze che hanno segnato la sua vita e crescita intellettuale.
Una donna, una scrittrice che non scrive per la carriera o per l’orgoglio, ma per la vita dello spirito, questa è, secondo me, la vera cultura, la vera ricchezza inalienabile e incorruttibile, la sua capacità di offrire entusiasmi disinteressati di alto valore morale.
La Prisco vive nel suo mondo e fuori dal mondo, legato ai ricordi, alle voci segrete, ai messaggi nascosti, nella sua scrittura troviamo unione di ideali estetici trascendenti e di richiami concreti alla realtà, passioni e pacate contemplazioni fuse armoniosamente in temi che si integrano e si fondono fra loro trasportando il lettore in un’atmosfera serena che placa lo spirito.
E’ forte la tempra dell’autrice, precisa, attenta, sottile, ama la precisione narrativa e stilistica, frutto di un’educazione di altri tempi, legata al rispetto e alla correttezza.
Regina Resta
 
 

 

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